Colcellalto

Presentazione

Colcellalto è un aggregato con la tipica morfologia del castrum, caratterizzato sia dalla situazione orografica in cima ad un poggio (dal quale secondo il REPETTI deriverebbe l’attuale toponimo, equivalente a “piccolo colle alto”) sia dall’andamento anulare della formazione edilizia. Il nucleo è organizzato con un isolato centrale posto sulla cima di quota più elevata, attorno al quale si svolge, in quota più bassa, una cortina continua di piccole unità edilizie aggregate secondo una configurazione planimetrica ellittica. Tipica anche la posizione della chiesa, allineata sulla cortina esterna, con l’abside che si stacca in fuori rispetto all’allineamento delle case.
Le notizie storiche che si conoscono su Colcellalto sono poche e scarne, tuttavia l’agglomerato, nella sua parte più antica, è coeva a tutti quegli insediamenti castellari che dopo il mille hanno aratterizzato tutto il territorio dell’Alta Valmarecchia e dell’Alta Valle del Foglia.

Una delle più antiche notizie conosciute risale al 1367 dove si tratta di problemi confinali tra la comunità del Castello di Colcellalto e quella del Castello della Rocchetta. Nel corso dei secoli il centro abitato passò sotto la dominazione di varie casate nobili e signorie che estesero il loro dominio sul territorio. Nel 1353, con la Pace di Sarzana, Colcellalto fu uno dei 72 castelli che vennero confermati a Neri di Uguccione della Faggiola.

A metà del 1400 faceva parte dei possedimenti della famiglia dei Malatesta di Cesena nel periodo in cui questa aveva esteso il proprio dominio anche su Sestino. A questo periodo risale il palazzetto Fuffi (tardo XV° secolo) che ancora conserva in parte le strutture architettoniche originarie.

Nel 1520 tutto il territorio di Sestino e Badia Tedalda passò sotto il dominio fiorentino e con Cosimo dei Medici entrò a far parte del Granducato di Toscana. Nel 1531 fu costruita in castrum, su suolo lateranense, la chiesa della SS. Trinità (oggi non più esistente) con annesso ospedale per dare assistenza ai numerosi pellegrini, viandanti e poveri che transitavano la zona.

La chiesa parrocchiale di S. Tommaso, risalente alla metà del ‘500, conserva oggi una pregevole terracotta robbiana raffigurante la SS. Trinità con i Santi Sebastiano e Antonio.

Per quanto riguarda il folclore locale, a Colcellalto e a Palazzi si può rivivere ogni anno la tradizionale “Cenavecchia”, ossia la questua cantata da un gruppo di cantori intabarrati in mantelli a ruota, che, nei giorni della Befana, vanno di casa in casa a raccogliere elemosine per le “anime purganti”. Una antica tradizione che si fa risalire alla metà del ‘700 e che è rimasta intatta nei secoli rispettando il fine religioso per il quale era nata.

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