Riserva Sasso di Simone

Flora e vegetazione

Iniziamo col dire che per flora si intende il catalogo delle piante nel territorio considerato. Se non viene espressamente specificato, ci si riferisce alle piante vascolari cioè alle Angiosperme, alle Gimnosperme ed alle Pteridofite. Per vegetazione, si intendono invece gli aggregati e le mescolanze che individui di diversa specie producono sulla superficie terrestre o all'interno dei corpi idrici.
Ricordiamo che la flora italiana conta circa 5600 specie ed è la più ricca d'Europa, la flora toscana arriva a circa 3000 specie e quella marchigiana a circa 2800 specie. In questo territorio tosco-marchigiano alcune piante sono particolarmente rare e localizzate. Si tratta per lo più, di specie che qui raggiungono, da nord a sud, i propri limiti distributivi.

La maggior parte delle piante che troviamo (stimabili come 40-50%) sono delle erbacee perenni, che sopravvivono in inverno portando le proprie gemme a livello del suolo. Un'altra importante forma biologica
(stimabile nel 25-30%) è quella delle terofite, questa specie sopravvive all'inverno o ai momenti di eccessiva aridità con i propri semi che rimangono quiescenti nel terreno. Troviamo ancora le geofite che lasciano i loro bulbi e rizomi, portatori di gemme, all'interno del suolo. Infine, stimabile con una presenza del 5%, troviamo le camefite che sono quelle specie di piccoli arbusti o erbe perenni che mantengono le gemme a breve distanza dal suolo, massimo 40-50 cm.

Le conoscenze sulla vegetazione si ottengono attraverso l'esecuzione di numerosi rilievi fitosociologici da effettuarsi sulle comunità vegetali esistenti nel territorio da esaminare. Detto rilievo, è un sistema di descrizione standardizzato riferito a tratti di vegetazione uniformi per caratteristiche fisiche e strutturali e per collocazione topografica.

La vegetazione boschiva naturale della fascia collinare-submontana (fino a circa 800-900 m) è costituita da alberi caducifogli in prevalenza cerro, carpino nero, orniello, roverella…

Nella zona montana (sopra gli 800-900 m) assumono rogressivamente alcuni alberi caducifogli principalmente il carpino bianco e il faggio.

Si distinguono tre categorie fondamentali di vegetazione boschiva:
· faggete medio-alte montane appartenenti all'alleanza Fagion;
· boschi di latifoglie miste (o querceti misti) dell'alleanza Laburno-Ostryon;
· querceti xerotermofili di roverella.
Sono le comunità erbacee ed erbacee-arbustive che costituiscono il grosso della vegetazione spontanea del territorio.

Le distinguiamo in tre classi principali:
· comunità appartenenti all'ordine Brometalia erecti, proprie di suoli neutro-basici sovente degradati ed asciutti. Qui ricadono gli arbusteti di ginestra e quelli di ginepro rosso. Abbiamo poi i pascoli montani
pieni di graminacee;
· praterie e pascoli situati in suoli abbastanza profondi e dotati di humus. Sono praterie dense, polifite, ed altre erbe foraggere;
· praterie polifite. Sono gli spazi che sono abbandonati costituiti in prevalenza da graminacee altre 30 specie circa.

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