Frazioni

Le frazioni di Sestino

Le numerose strutture castellari, alcune non più esistenti, che caratterizzano il territorio di Sestino, corrispondenti alle attuali Frazioni, sono la testimonianza di uno spaccato di storia medievale ricca di una intensa vita sociale, di vicende e di contese che hanno costretto la popolazione ad abbandonare i loro insediamenti di vita quotidiana e a cercare sicurezza in luoghi di altura fortificati.
San Donato: antico insediamento alto medievale che la tradizione vuole distrutto da Federico Barbarossa. Si può ammirare intatta la splendida torre quadrangolare del XIII° secolo. Un recente eccezionale ritrovamento all’interno della chiesa parrocchiale del Castello ha riportato alla luce un vero scrigno di pittura. Ben tre strati di affreschi, di cui quello più recente piuttosto ben conservato, datato al XV° secolo, rappresenta una Madonna in trono, con San Sebastiano, Santi Monaci e Angeli; un secondo strato (del XIV° secolo) rappresenta Madonna con Bambino e Santa incoronata, mentre un terzo strato è datato alla fine del 1200.

Casa Barboni: la tradizione vuole che il nome derivi dai Borboni di Francia che vi si rifugiarono con il nome di “Barboni”. Un aggregato di residenze signorili di antica origine da mettere in relazione anche con le funzioni militari ed amministrative del Sasso di Simone. Di particolare interesse una soggetta rinascimentale del XV° secolo.

Petrella Massana: tipico agglomerato frazionale con case in pietra abbarbicate su una scogliera. Nel 1265 un Guido da Petrella figura come Podestà di Firenze.

San Gianni: sorto su un antico insediamento monastico, ha strutture murarie del X° secolo; caratteristiche figurazioni simboliche, forse di origine pagana, scolpite a rilievo su blocchi di pietra, sono inserite nel muro della facciata della chiesa.

Colcellalto: paese arroccato su un poggio dalla classica impostazione medievale dove al suo interno si possono osservare caratteristici palazzi gentilizi di età rinascimentale (XV° secolo) che ancora conservano stemmi delle nobili casate locali.
La chiesa di San Tommaso conserva al suo interno una importante opera robbiana di Guglielmo di Buglione (Iª metà del 1500), raffigurante una crocifissione.

Casale: nucleo abitativo di antichissima origine; tracce di insediamenti romani sono state riscontrate dove attualmente sorge la chiesa di San Michele Arcangelo. La stessa conserva interessanti testimonianze del periodo longobardo: un coperchio rovesciato di un sarcofago che fa da gradino di ingresso alla chiesa e le cosiddette “mamme longobarde” incastonate nell’abside esterno, simboli pagani legati al culto della fertilità e della lattazione a lungo praticato nella cultura contadina delle popolazioni appenniniche.

Monteromano: notevole aggregato abitativo posto in una splendida situazione ambientale che presenta al suo ingresso tracce di strutture murarie di origine medievale e forse di epoca anche più tarda. Elemento architettonico che caratterizza Monteromano è la splendida torre cilindrica ravennate (VIII° - IX° secolo), recentemente restaurata, testimonianza della dominazione bizantina nel territorio. Costruita in posizione strategica essa faceva parte di una lunga serie di torri “a vista” che costellavano tutte le alture a presidio del territorio.

Lucemburgo: tipico aggregato medievale posizionato tra due corsi d’acqua. Tracce di una necropoli umbra fanno datare il nucleo abitativo al IV° secolo A.C. Il nome viene fatto risalire al 1310, quando Arrigo VII° di Lussemburgo scese in Italia per essere incoronato Sacro Romano Imperatore.

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