Riserva Sasso di Simone

Aspetto Geologico

L'alta valle del Foglia, situata al confine fra la Toscana e le Marche, costituisce una delle aree che maggiormente esprimono la complessa storia geologica dell'Appennino settentrionale. Infatti, questa zona rappresenta in maniera speculare, l'orogenesi dell'Appennino e la traslazione di enormi placche di terreni miocenici strappati dal fondali del vecchio oceano, (Tetide) ed elevate alle quote attuali dalle enormi forze endogene che hanno dato origine all'Appennino stesso. Quindi, quest'area si presenta in condizione di "disequilibrio geomorfologico".
Le colate costituiscono la tipologia di dissesto più frequente e di maggiore importanza. L'intensità delle stesse è correlabile alle fluttuazioni climatiche che si sono succedute nel corso dell'Olocene; esempi rappresentativi sono costituiti dal municipio romano di Sestinum, probabilmente sepolto, dopo il suo abbandono, da una grande colata di terra nel periodo freddo-umido fra il 400 e il 750 d. C.

L'Appennino settentrionale è una catena montuosa strutturalmente complessa formatasi a partire dal Cretaceo Superiore (90 milioni di anni fa), in seguito alla chiusura della Tetide che divideva il continente africano da quello eurasiatico. Sui margini dei due continenti si depositarono sedimenti prevalentemente carbonatici, mentre sul fondo marino, si accumularono notevoli spessori di sedimenti fangosi e carbonatico silicei. Nell'Eocene Superiore (40 milioni di anni fa) avvenne la collisione dei due blocchi continentali. Da questo momento in poi si ha la vera costituzione dell'edificio appenninico.

E' nel Tortoniano Superiore (10 milioni di anni fa) che terminano le fasi principali di compressione, causate dallo scontro dei due blocchi. La conformazione attuale, si delinea in tempi ancora più moderni in seguito a fenomeni distensivi post-orogenici, che portarono alla formazione di dorsali montuose come ad esempio il Pratomagno e l'Alpe della Luna, siamo nel Pliocene, due milioni di anni fa.

Al di sopra dell'Unità Ligure poggiano le successioni epiliguri che costituiscono i rilievi del Sasso di Simone e del Simoncello, deposte su dorso delle coltri liguri, mentre queste stavano migrando tettonicamente verso est, sopra le Unità inferiori. Il complesso del Sasso Simone e Simoncello è costituito da placche di calcare della formazione di S. Marino intensamente fratturate e sovrapposte a un substrato argillitico. Le due placche oggi sono distanti circa 300 metri, un tempo erano probabilmente un solo massiccio. I margini delle placche sono delimitati da scarpate verticali, alte fino a 80 metri.

Quella sud-est del Simoncello e quella sud del Sasso Simone sono particolarmente attive e presentano fenomeni di ribaltamento e crollo. I blocchi crollati vengono poi inglobati nelle argilliti sottostanti fino a essere coinvolti nei fenomeni di colamento.

Le aree circostanti ai Sassi presentano terreni argillosi affioranti, intorno ai margini delle placche presentano una morfologia aspra, spoglia di vegetazione, spesso di tipo calanchivo. Caratteristica della zona è la presenza di enormi estensioni di blocchi di calcare giacenti sulle argilliti.
Il clima dell'area è di tipo mediterraneo umido con piovosità annua compresa fra i 1200 e i 1300 mm. Nei periodi invernali, almeno nelle zone più alte è spesso presente una coltre nevosa che può protrarsi fino al mese di aprile. Recenti studi sull'evoluzione climatica del luogo, hanno rilevato che negli ultimi 3000 anni si sono succeduti 4 periodi di glaciazioni: dal 900 al 300 a.C., dal 400 al 750 d.C., dal 1200 al 1300 d.C. e l'ultimo dal 1550 al 1850 d.C. è stato il periodo peggiore, ha coinciso con la crisi e l'abbandono della città-fortezza medicea che era stata costruita sulla sommità del Sasso di Simone.

Nei terreni presenti nell'area sono stati rinvenuti molti reperti fossili, che contribuiscono a chiarire l'evoluzione geologica di questa parte di Appennino. Il maggior reperto incontrato è rappresentato dalle Lucine, ovvero grossi Bivalvi che vivono infossati in fondali fangosi e sabbiosi. Le Lucine inoltre sono gli unici fossili presenti in questa roccia, come se al tempo della sua formazione le condizioni ambientali fossero proibitive per la maggior parte delle altre forme betoniche.

In altri blocchi arenacei è stata trovata la presenza di Gasteropodi, di Bivalvi e di denti di pesce. L'associazione nel suo insieme fa pensare ad un ambiente marino poco profondo, ricco di materia organica in sospensione e ospitante una comunità di organismi ben articolata.

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